01 Sep IL MIO NUOVO LOGO

Se un collega mi chiedesse un parere come consulente di comunicazione, senza pensarci due secondi gli direi che il logo non si cambia!

Paul Rand, uno dei più grandi designer del mondo, afferma che “un logo è una bandiera, una firma, uno stemma, un cartello stradale. Un logo non vende (direttamente), identifica. Un logo è raramente una descrizione del business. Un logo deriva dalla qualità di ciò che simboleggia, non il contrario. Un logo è meno importante del prodotto che rappresenta. Ciò che rappresenta è più importante di quello che sembra. Il soggetto di un logo può essere quasi qualsiasi cosa”. E’ quindi una componente essenziale per una qualsiasi azienda: permette di riconoscerla con effetto quasi immediato, ispirando fiducia e superiorità rispetto a un altro marchio. In quanto tale, dovrebbe essere immutabile nel tempo, a dispetto delle mode del momento.

Il mio vecchio logo mi piaceva intendiamoci, ma era come se non mi soddisfacesse più. Ogni volta che mi veniva in mente di cambiarlo, immaginavo un Rand con la fronte aggrottata e una smorfia sulla bocca e lasciavo stare.  Poi, ho pensato, il logo è un fattore identitario, verissimo. Ma è altrettanto vero che in 5 anni di attività i miei lavori sono cambiati moltissimo. Sono una fotografa giovane (almeno professionalmente parlando!), ancora in costruzione.

Se fai questo lavoro con passione, non puoi non evolverti, migliorare, studiare. E’ un processo continuo, duro e lento, che si costruisce quotidianamente, a piccoli passi. Credo che ognuno di noi abbia un modo personalissimo e indelebile di scattare come di post produrre, e le mie foto di oggi sono qualcosa che sicuramente ha qualcosa delle mie foto di ieri, ma con molto in più. Esperienza? Crescita? Forse tutto questo e tanto altro. Di sicuro non è solo qualcosa di tecnico. E’ un bagaglio che cresce con ogni servizio, ogni persona che conosciamo, ogni situazione che raccontiamo.

Quindi si, ho deciso di cambiare il mio vecchio “stemma”, con uno che rappresenti cosa sono e come lavoro oggi e dove voglio arrivare domani. Ci ho messo un po’ per partorirlo, ma alla fine sono soddisfatta.

Un diagramma che rappresenta l’infiorescenza di un’erba spontanea (dactylis glomerata), perché adoro gli scenari naturali e le immagini non forzate (e anche perché alla fine anche io sono un po’ “selvatica” e poco incline ai rigidi schemi). Nel nuovo pay offphotostories” c’è quello che cerco di fare attraverso le mie foto: raccontare di persone, attimi, storie. La mood board che mi ha ispirato è fatta di immagini romantiche, intime, senza tempo. La palette di colori è decisamente mia: una scala che spazia tra il blu e il verde, fatta di toni pieni ed importanti, attenuati da gradazioni più neutre, gentili, pastellate.

Quindi, assumendomi la responsabilità di far aggrottare le sopracciglia a Rand, vi presento il mio nuovo logo.  Il luogo che ora mi rappresenta di più, nel quale crescerò io, cresceranno i miei scatti e, insieme a loro, le vostre storie.